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  • XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

    Venuto per servire

    Gesù reagisce vivamente di fronte alla minaccia che pesa ancora una volta sulla sua comunità a causa dell’ambizione sfrenata di avere i primi posti, di conquistare il potere. La sua lezione è molto severa, quasi solenne. Egli propone in compenso una nuova economia sociale: quella di una comunità senza potere la cui sola regola è servire, fino a offrire la propria vita per i fratelli, bevendo il calice fino all’ultima goccia. E per tutti i suoi membri, perché tutti sono fratelli. All’immagine del capo che comanda si oppone quella del capo che serve. Ed ecco che i capi avranno paradossalmente un solo compito: servire. Il suo prototipo è il Messia, diventato piuttosto il Figlio dell’uomo, schiavo di tutti gli schiavi, per il riscatto dei quali egli offre quello che possiede e quello che è: tutto. Perché egli applica una tecnica poco impiegata per guarire la società umana, l’omeopatia: la schiavitù di Gesù e la nostra guariranno giustamente tutta l’umanità dalla sua schiavitù endemica. Egli ha appena formulato il suo progetto di comunità, la sua carta “costituzionale”, alla quale tutti i partecipanti devono aderire: ognuno è servitore di tutti.

     

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    XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    Poi vieni e seguimi!

     Quest’uomo sembrava avere tutto. Egli era ricco e, in più, obbediva ai comandamenti divini. Si è rivolto a Gesù perché voleva anche la vita eterna, che desiderava fosse come una assicurazione a lunga scadenza, come quella che si ottiene da una grande ricchezza. Gesù aveva già annunciato che per salvare la propria vita bisognava essere disposti a perderla, cioè che per seguirlo occorreva rinnegare se stessi e portare la propria croce (Mc 8,34-35).
    L’uomo era sincero e si guadagnò uno sguardo pieno d’amore da parte di Gesù: “Una sola cosa ti manca, decisiva per te. Rinuncia a possedere, investi nel tesoro del cielo, e il tuo cuore sarà libero e potrà seguirmi”. Ma né lo sguardo né le parole di Gesù ebbero effetto. Quest’uomo, rattristato, certo, ha tuttavia preferito ritornare alla sicurezza che gli procurava la propria ricchezza. Non ha potuto o voluto capire che gli veniva offerto un bene incomparabilmente più prezioso e duraturo: l’amore di Cristo che comunica la pienezza di Dio (Ef 3,18-19). Paolo lo aveva capito bene quando scrisse: “Tutto ormai io reputo spazzatura, al fine di guadagnare Cristo… si tratta di conoscerlo e di provare la potenza della sua risurrezione…” (Fil 3,8
    -10).

     

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    CONTEST FOTOGRAFICO “LA VITA É BELLA”

     

     

     

     

     

     

    La Parrocchia Sant’Achille martire indice un contest fotografico dal titolo: “La vita è bella”.

    Ogni giorno la nostra società e i media ci bombardano con immagini negative provenienti da ogni parte del mondo; tutto questo contribuisce a rendere la gente rattristata, insoddisfatta, demotivata e preoccupata.

    La realtà invece è costituita anche da cose straordinarie: durante le nostre giornate ci sono mille e più motivi per gioire e constatare che la vita di ognuno è un meraviglioso dono di Dio.

    Ci sono momenti in cui il nostro cuore ha un tuffo, la bocca sorride e gli occhi si illuminano grazie ad una forte emozione, che fa riflettere e interrogare sulla bellezza che ci circonda.

    Fotografia significa proprio “scrivere con la luce” e obiettivo della Parrocchia è anche quello di mostrare come la luce di Dio illumina la nostra vita e rappresentarla attraverso quest’arte.

    Il contest sarà diviso in due sezioni: Young (fino ai 15 anni) e Open (dai 16 anni).

    Il contest mira a favorire la promozione della Parrocchia nei suoi molteplici aspetti e coinvolgere attraverso la fotografia i bambini e gli adulti in un progetto che ha come tema la vita in quanto dono di Dio.

    Per partecipare, bisognerà inviare le foto e la scheda d’iscrizione all’indirizzo e-mail concorsosantachille2018@gmail.com.

    Scarica il bando e la scheda d’iscrizione del contest: bando-regolamento-contest

    XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

    Come un bambino accogliamo il Regno di Dio.

    Nel contesto della manifestazione del Figlio dell’uomo e dopo il secondo annuncio della passione, Marco espone – come complemento catechetico – l’insegnamento sulla indissolubilità del matrimonio, e i comportamenti richiesti per fare parte del regno di Dio.
    Gesù cambia scena (Mc 10,1): va in Giudea. Espone con autorità messianica – non a un gruppo ma al popolo – l’indissolubilità del matrimonio come un principio universale. San Marco non entra nelle discussioni dei rabbini sulla legislazione del divorzio. Coglie con fedeltà le parole di Gesù, senza tener conto della clausola eccezionale trasmessa da (Mt 19,9). Marco, rivolgendosi a comunità di gentili, e andando al di là del mondo giudaico, ricorre alla Genesi (Gen 1,27 e 2,24): nell’unione indissolubile del matrimonio brillano, folgoranti, l’immagine e la somiglianza poste da Dio nell’uomo e nella donna. Gesù spiega e chiarisce la volontà del Creatore.
    L’atteggiamento di Gesù con i bambini fa trasparire la fiducia con la quale bisogna ricevere Dio come Padre (Abbà), la protezione e la sicurezza della paternità divina. Alcune tradizioni patristiche hanno scoperto nell’atteggiamento di Gesù con i bambini un’allusione implicita al battesimo dei bambini.

     

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