II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO C)

II DOMENICA DI PASQUA

Domenica “in albis” o della Divina Misericordia

Partecipando al sacrificio della Messa, noi ascoltiamo ogni volta le parole di Cristo che si rivolge agli apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Inoltre, imploriamo il Signore di concederci “unità e pace secondo la sua volontà” e di donare “la pace ai nostri giorni”.
Ogni volta che apparve agli apostoli Cristo, dopo aver vinto la morte, augurò la pace, sapendo quanto tutti loro la desiderassero. Nel conferire agli apostoli il potere di rimettere i peccati, Cristo ha portato la pace nell’anima inquieta dell’uomo. L’anima creata da Dio ha nostalgia di Dio. La pace con Dio è il fondamento della pace tra gli uomini. Liberato dalla schiavitù del peccato, l’uomo è in pace, ha l’anima in festa, in pace. La pace regna sui cuori puri. È partendo dalla pace interiore, quella del cuore, appoggiandosi ad essa, che si può stabilire la pace esteriore: in famiglia, fra vicini, in seno alla Chiesa, tra i popoli. Dio chiama tutti gli uomini ad unirsi al suo popolo unico. Il suo desiderio, che è di riunire tutti gli uomini in seno ad un’unica comunità per salvarli, è già espresso nell’Antico Testamento.
Gli Ebrei capirono di essere un popolo unico nella lontana notte di Pasqua in cui Dio li separò dagli Egiziani ed indicò loro la Terra promessa.
La Pasqua viene per ricordare questo avvenimento alle generazioni successive: in questo giorno ogni ebreo ha il sentimento di essere di nuovo condotto fuori dall’Egitto per essere salvato. Allo stesso modo, il nuovo popolo di Dio è nato il giorno di Pasqua, quando la concordia eterna fu rinnovata e suggellata dal sangue del Figlio di Dio. Questo popolo creato da Cristo è precisamente la Chiesa.
Gli uomini assomigliano a piccoli universi, chiusi e segreti. Dio li ha creati così. Ciò nonostante, il Creatore ha dato agli uomini anche il gusto di riunirsi in gruppi, di vivere, di lavorare, di creare in comune. Dio ha voluto allo stesso tempo assicurare loro la salvezza in quanto comunità, la salvezza del suo popolo. Accettare la salvezza promessa da Dio significa nello stesso tempo integrarsi al nuovo popolo riunito da Cristo, in seno al quale tutti usano i medesimi strumenti della grazia, cioè i sacramenti, scaturiti dalla Passione di Cristo.
In diversi momenti, il Nuovo Testamento designa Cristo come il volto visibile di Dio, l’immagine del Padre, il suo segno (Col 1,15; Gv 1,18). Cristo è come un sacramento che significa e trasmette l’amore del Padre. È un segno carico di significato e di forza di salvezza; in lui si trovano riuniti il perdono del Padre e la filiazione. In questo senso, Cristo appare come il primo sacramento nato.

 

La Parola della Domenica

Scarica il foglietto settimanale: Domenica della “Divina Misericordia”

 

AVVISI 28 APRILE 2019

II DOMENICA DI PASQUA

Domenica “in albis” o della Divina Misericordia

  

  1. Oggi, nel pomeriggio, nella basilica di san Pancrazio, riprendendo l’antica tradizione nella Chiesa di Roma, i neofiti in una celebrazione eucaristica depongono la veste bianca battesimale.
  2. Con il mese di maggio, tempo tradizionalmente dedicato alla devozione mariana, riprende la preghiera del santo Rosario nella nostra chiesa alle ore 20.45; tutte le attività e riunioni che si svolgono nella sera inizieranno al termine della preghiera del Rosario.
  3. Giovedì 2 maggio, dopo il Rosario, si ritroverà il Consiglio Pastorale Parrocchiale per riflettere sull’ultimo passaggio dell’anno pastorale in ascolto del “grido della città”.
  4. Venerdì 3 maggio, primo Venerdì del mese, come sempre i ministri in mattinata porteranno la Comunione agli ammalati. La preghiera del Rosario nel Mese di Maggio sostituirà l’Adorazione Eucaristica.
  5. Si avvicina la festa del nostro Patrono Sant’Achille. Scarica il programma: programma Festa Sant’Achille
  6. Inizieranno presto (il 2 maggio) i lavori per la copertura del chiostro.
  7. Nei giorni scorsi in Assisi si è Insediato il neo-Provinciale eletto P. Paolo Benanti e il suo consiglio. Auguri di buon lavoro della comunità parrocchiale agli eletti.