CONSIGLIO PASTORALE 2017-2018 1^ RIUNIONE 28.09.2017

CONSIGLIO PASTORALE 2017-2018

1^ RIUNIONE 28.09.2017

La riunione inizia alle 21.15. Sono presenti 23 membri. Assenti P. Giulio Gismondi, Pina Foe, Antonella  Fascioli, Rita Ranno, Fiorella Moggi, Matteo Colabove, Claudia Bernardi e Suor Rosely (non vive più a Roma).

Il Parroco annuncia il tema principale di questo 3° anno pastorale: l’ascolto della comunità parrocchiale. quindi Poi ricordato che il prossimo evento previsto nell’ambito dei festeggiamenti del 60^ anniversario della fondazione. Sarà una celebrazione eucaristica il 19 ottobre alle 11.00-11.30 dedicata esclusivamente ai Frati che sono stati in servizio o comunque passati a S. Achille nel corso degli anni. La Messa sarà seguita da un’agape. Poi, il 21 ottobre alle 18.30, ci sarà  la celebrazione solenne dell’anniversario, per i parrocchiani.

Per la definizione del programma si dovrà indire una riunione del Comitato dei Festeggiamenti, aperta ai parrocchiani interessati a collaborare, nella quale Padre Lino Temperini presenterà il libretto del 60^ nella sua edizione definitiva.

Chiede se qualcuno ha ancora altro da aggiungere sull’argomento anniversario, e quindi introduce il tema della riunione, che ha a che  vedere  con la Fede e il modo di stare in sintonia con la Chiesa e con il mondo,  con uno sguardo rivolto particolarmente alla Famiglia.

Questo tema è stato oggetto d’incontri di Prefettura, con molti riferimenti anche sulla stampa (Roma Sette), e di convegni, anche a Pompei e uno in particolare, a Roma: la “Settimana della Famiglia” di cui esiste già il programma, a partire dal 1^ di ottobre. La famiglia “luogo di speranza” cui aveva accennato il nostro Vicario De Angelis su Roma Sette dopo le vacanze estive, riprendendo il discorso di Papa Francesco del 29 giugno, festa di San Pietro e Paolo.

E ancora sulla famiglia, l’esortazione del Card. Vallini agli educatori ad inventarsi qualcosa perché le famiglie vivano  un “ascolto” che comprenda Liturgia e Insegnamento. Non può esserci annuncio della Parola se poi non c’è celebrazione dell’Eucarestia. C’è disequilibrio, quindi l’essere Chiesa deve passare attraverso l’annuncio, la catechesi e la celebrazione. Nel riprendere questo cammino non lasciamo soli i genitori nell’educare i figli. Il Card. Vicario, interpretando l’episodio del sonno di Eutico (Atti 20,7-12) come metafora del “sonno” delle Parrocchie, le esorta  a riflettere su quale sia la “malattia” spirituale che frena l’evangelismo.

Ogni membro del Consiglio pastorale ha il fascicolo “NON LASCIAMOLI SOLI”.

Il Parroco invita i presenti a commentare le tre affermazioni, considerate le tre malattie spirituali di cui al punto 1) del fascicolo, che sono indicate in forma di esortazioni:   a) basta pelagianismi, b) basta individualismi e affermazioni identitarie giocate “contro qualcuno”, c) basta pessimismo sterile.

Seguono degli interventi:

  1. Lino Temperini: la malattia della Parrocchia da lui rilevata particolarmente è la grande assenza e il disinteresse di molti sia alle attività sia alle Messe festive. In realtà c’è soltanto un piccolo gregge che si impegna notevolmente. Si dovrebbe fare qualcosa per contagiare e coinvolgere più persone, e chiede tra gli altri l’aiuto particolare ai catecumeni, noti “cacciatori di anime”.

Bruna Di Veroli: Non si percepisce  più il forte senso di appartenenza alla Parrocchia di una volta. Oggi c’è la nuova moda delle STAR, per tutti i gusti, comprese le Star nel campo della religione. Allora si pensa di risolvere il problema proponendoci come STAR noi stessi per creare un polo accogliente, di altro tipo rispetto al passato. Quindi la “malattia” sta nella ricerca delle STAR e si va a cercarle altrove. Invece, nell’episodio del sonno di Eutico, Paolo  semplicemente…interrompe l’omelia  e lo va ad abbracciare…

Federico Mattiocco: La domanda da farsi di fronte alla “malattia” della parrocchia è semplice, ogni realtà parrocchiale deve porsela, ed è: ”funziona?”. Episodi sporadici d’intrattenimento per i giovani o adulti (vedi festa di carnevale o tornei di carte) sono anche validi, ma non bastano…

Velio Bonacci: Dopo le feste si può passare al secondo STEP: convincere gli altri che per noi è valsa la pena. Può essere difficile… le castagnole aiutano… e le star sono piuttosto dei “santoni”, ma non c’è un trasferimento di Fede, sono esperienze che hanno una fine… Dobbiamo fare cose più semplici. L’edilizia recente ha portato famiglie nuove nel quartiere. Ma se anche per chi ci vive da più tempo avviene spesso che non ci si conosca tra vicini, ancora più difficile è raggiungere anche quelli che non conosciamo affatto… I giovani dell’età della Cresima devono essere  richiamati da attività interessanti.

Stefano Maccafeo:  Al di là di identificare la “malattia” il Vicario ha dato la soluzione: “non lasciamoli soli”, catturare i giovani alle nuove generazioni cristiane, i tempi che viviamo sono di crisi della Fede. Non solo creazione di giovani cristiani, ma catturare le famiglie di questi giovani. Allora, come nella medicina esistono le terapie, cioè le linee guida per curare le singole malattie, bisogna avere il coraggio di seguire le linee guida in campo religioso.

  1. Giuseppe: Il grido della Chiesa “non lasciamoli soli” infatti si riferisce non ai ragazzi ma ai genitori, alle famiglie. La Chiesa è una famiglia, mensa domestica alla quale il Signore invita tutti a sedersi alla mensa della Parola e dell’Eucarestia, e li fa sentire a casa.

Adelaide Cirielli: Non c’è unità e non c’è stima fra i gruppi parrocchiali: qualunque cosa uno faccia sembra un attentato nei confronti di altri.  E’ questa la nostra malattia.

Adorno Fabrizi: ritiene che in sostanza ci sia una crisi di Fede proprio negli adulti…dovremmo dimostrare la nostra fede con i fatti.

Maristella Schettini: come Catechista dei bambini sente di poter riuscire nel suo ruolo soprattutto se  quest’attività la rende veramente felice, solo  così  può rendersi esempio dell’amore di Dio.

Eugenio Frediani: Il progetto di vedere le famiglie che pregano insieme è un bellissimo sogno, ma gli anni passano e i ragazzi che stanno in quella famiglia scappano (droga e altro):purtroppo distruggere la famiglia è l’ultima battaglia che il demonio sta facendo. Alle famiglie va detta la verità: l’uomo si sta distruggendo e non lo sa, e questo va detto anche ai giovani.

  1. Giuseppe dice che il tema della prossima riunione del Consiglio Pastorale, sarà proprio questa “malattia” e la cura che ciascuno pensa sia utile apportare. Salviamo la Famiglia con la bellezza di stare insieme. Per ora è stato presentato il nostro programma. Domenica c’è stato il filmetto del cineclub con dibattito che ha coinvolto i bambini. Si è lanciato lo slogan “Parrocchia-Famiglia di Famiglie”. Si deve agire con l’Annuncio e la Celebrazione della Liturgia, se non entriamo in quegli snodi non riusciremo nell’intento. Alla presentazione dei testi per il catechismo il tema ricorrente era “le grandi domande dei piccoli”. Consideriamo questo un “anno zero” di questo nuovo modo di procedere. Il Card. Vallini esorta i sacerdoti ed i catechisti ad “essere inventori” e a moltiplicare le occasioni di incontro con le famiglie.

Bruna Di Veroli: Le coppie degli incontri prematrimoniali chiedono a volte spontaneamente successivi incontri su temi specifici della vita in comune di coppie giovani. Si riuniscono a turno in qualche casa, a rotazione, alcune tra quelle che hanno aderito. E’ importante creare un legame tra le persone.

  1. Giuseppe: E’ importante Il collegamento tra queste 3 catechesi: battezzandi, corsi prematrimoniali, genitori dei bambini che frequentano il catechismo. Sono queste le coppie che i catechisti attirano a sé  la domenica, passando dall’Eucarestia all’Incontro, e arrivando man mano a coinvolgere sempre più famiglie giovani.

Siamo andati a trovare a casa le famiglie dei bambini che hanno fatto la Prima Comunione. Ma c’è una nuova strategia utile,  che passa attraverso Facebook.  E ancora, mentre i bambini stanno in oratorio dopo la Messa, si intrattengono in vari modi i genitori, colazione compresa. Poi, con le nuove attività del Telefono d’Argento e del Gruppo Senior.  l’attenzione alla famiglia non trascura le persone di fascia più avanzata.

Poi c’è lo SPORT. I nostri giovani del Gruppo Sport hanno organizzato gli orari dei corsi di calcetto senza interferire con gli orari del catechismo e infine, l’ultimo argomento, l’iniziativa “Baby Area”.

Il  progetto coinvolge i bambini più piccoli (e di conseguenza i genitori). Sarà creato uno spazio nell’area tra il campo polivalente e il convento con attrezzature adeguate alla loro età dove i piccoli potranno già familiarizzare con gli ambienti della Parrocchia prima ancora del percorso della catechesi della Prima Confessione. Per l’istallazione di attrezzature e panchine per i genitori è già stato presentato un progetto. Si apre un dibattito tra i membri del C.P, su come procurarsi i fondi ( 12.800 Euro più IVA , di cui va versato in anticipo il 50%)  e si ipotizzano le varie possibilità, che vanno dalla semplice colletta per iniziare (Velio) alla richiesta di fondi alla Provincia, già intentata (Vittorio Dringoli), all’apertura di una petizione su Facebook (Marco Giani).

Pino di Gennaro, commenta che  se il tema è attirare le famiglie, questo è un investimento imprescindibile, nel più breve tempo possibile.

Per P. Giuseppe, infine, tutti i mezzi sono utili, dal Mini Cine Club alla Scuola Calcio. La Parrocchia è un luogo in cui si può stare in tanti modi, con le molteplici attività in cui ognuno si può offrire per un aiuto.

Dopo la  rilettura della preghiera iniziale termina la riunione con la benedizione.

 

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